I Lucani in terra d'America si raccontano : John Ambrose e il viaggio a Montescaglioso

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FOTO HOME SAN ROCCO E LA STRACCIATELLARitrovarsi dall'altra parte del mondo e sentirsi come a casa.E' la sensazione che si prova quando arrivi nel New Jersey accolta dalla tua “famiglia americana”.Qui la vita scorre frenetica e il tempo è inesorabile come ovunque.




Ci sono luoghi però dove tutto è più lento e le persone si fermano per scambiare qualche opinione o memoria del passato.

Ti accorgi subito che sono italo-americani. Lo vedi da come gesticolano e perchè non si sorprendono se se entri e dici: buongiorno!
Basta percorrere la Union Boulevard di Totowa e ti ritrovi al Caffè San Remo. Qui, il proprietario, Raffaele Venezia ti offre un vero caffè italiano anzi made in Montescaglioso e ti fa respirare l'aria di casa tua.
Chiunque entra, o è già li, non si trattiene dal chiederti chi sei, da dove vieni e cosa ci fai, e allora capisci che le storie di emigrazione non te le devi andare a cercare, sono loro che “vengono da te”.
E' stato così che ho incontrato il dottor John Ambrose, ortopedico stimato e conosciuto nella comunità dei montesi che vivono intorno a Paterson.
Orgogliosamente mi dice di essere di origini lucane.
I suoi bisnonni arrivarono a Brooklyn da Tricarico alla fine dell'ottocento e come successe a molti persero subito una parte della loro identità, infatti il loro cognome da D'Ambrisi, si trasformò in D'Amprisi e infine fu americanizzato in Ambrose.
John mi mostra una bellissima fotografia dei suoi genitori nati in America.
Gli parlo di Matera e della Basilicata, ma lui mi dice subito che è stato a Montescaglioso nel 1985 e che quel viaggio lo ha segnato per sempre tanto da aver scritto un racconto dal titolo curioso “San Rocco and the egg drop soup” o meglio “San Rocco e la stracciatella”. Il giorno dopo ci invita a casa sua per mostrarci le sue passioni : la pittura, la musica, i libri.
Mi mostra il suo racconto e ne legge alcune parti; è denso di riflessioni sulla fede e la scienza, sulla naturale ricerca di se e delle proprie radici. Il suo inglese alternato a molte parole italiane mi permette di comprende subito non solo la storia ma soprattutto l'esperienza e il suo immenso valore umano.
Sono i giorni della festa patronale a Montescaglioso e John si trova a casa di parenti acquisiti per vivere una festa conosciuta fino ad allora attraverso i racconti dei nostri emigranti nel N.J. Tutto sembra pittoresco e quasi pagano, mi dice. La banda, la devozione, l'attesa e il compiersi di ogni momento delle giornate che precedono la festa gli sono nuove. Tutto è ancestrale e poco comprensibile per un uomo vocato alla ragione. Ma proprio in quei giorni suo figlio Danny di 8 anni inizia a stare male.
Il resto della storia lo scoprirete leggendo il libro che John dopo il nostro incontro ha deciso di pubblicare.
John ci saluta dedicandoci un brano classico, sorpreso anche lui di aver condiviso con noi, sconosciuti lucani una storia così personale che magari verrà a raccontare a Montescaglioso.

Maria Andriulli

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