Musiche del M° D'Ambrosio all'inaugurazione a Maratea, della "Pinacoteca Angelo Brando", allestita a Plazzo De Lieto

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Un progetto del Polo Museale della Basilicata che dopo diversi lustri conosce la luce.

Sono intervenuti il Sindaco di Maratea Daniele Stoppelli; la Direttrice del Polo Museale della Basilicata, Marta Ragozzino; il Direttore di Palazzo De Lieto Michele Saponaro, curatore; il Presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019, Salvatore Adduce.

Dopo l’inaugurazione, nella Chiesa Madre, sono stati eseguiti 5 brani della composizione Colori di Brando, che Damiano D’Ambrosio - prolifico e raffinato compositore di origini lucane (è nato a Montescaglioso) - ha scritto, come colonna sonora della Pinacoteca, ispirandosi liberamente a 10 dipinti di Brando. I brani sono stati interpretati dalla Famiglia Gibboni: Gerardina Letteriello [pianoforte], Daniele Gibboni, Annastella Gibboni, Donatella Gibboni, Giuseppe Gibboni [violini].
Nell’anno di Matera – Basilicata Capitale della Cultura 2019 l’apertura di un nuovo museo rappresenta un elemento di grande soddisfazione per il raggiungimento di un ulteriore e importante risultato che non solo rafforza la rete del Polo Museale, ma anche la comunità culturale della nostra regione e in particolare dell’aera del Lagonegrese, dove sono attivi da tempo importanti realtà museali locali.
Nella Pinacoteca sono esposti 34 dipinti provenienti dalla collezione dall’unica erede di Angelo Brado, la signora Angelina Mastroluca (unica erede del pittore, avendone sposato il nipote), acquisiti a patrimonio pubblico dal Ministero per i Beni Culturali nel 2009 che coprono l'arco temporale 1909 - 1946, a cui si sono aggiunti altri 4 dipinti, 2 sculture in gesso, fogli sparsi di un taccuino di disegni e alcuni cimeli appartenuti alla famiglia dell'artista, dati in comodato dal Centro Culturale J. M. Cernicchiaro Maratea, dalla ASP Potenza e da Tina Polisciano.
Angelo Brando nasce a Maratea il 10 gennaio 1878 da Giuseppe e Vincenza Zaccaro, ultimo di otto figli. Nel 1895 giovanissimo si iscrive al Reale Istituto di Belle Arti di Napoli. Termina il percorso formativo - influenzato dalla scuola napoletana di Morelli, Cammarano, Volpe e Tedesco - il 19 luglio 1904.
Nel 1908 esordisce in campo nazionale alla 2^ Quadriennale di Torino. Nel 1909 partecipa alla Mostra Nazionale di Rimini e alla 1^ Esposizione Giovanile d’Arte a Napoli. Evento di rilievo per la città - definita “Secessione dei ventitré” di cui Brando fa parte - sancisce il superamento del vecchio sistema ufficiale delle mostre in contrapposizione a una pittura compiacente alle esigenze di amatori e collezionisti, a favore di un’apertura alle posizioni antiaccademiche e alle tendenze artistiche europee dell’impressionismo, del post-impressionismo e del simbolismo.
Il 1917 inizia la lunga attività di docente presso l’Accademia di Belle arti di Napoli. Nel 1919 ha l’incarico da Vincenzo Volpe di riordinare la Galleria Regionale della Regia Accademia di Belle Arti di Napoli e nel 1934, per il suo impegno in ambito scolastico, riceve la promozione a Ufficiale della Corona d’Italia dal Ministero dell’Educazione Nazionale.
Angelo Brando è molto attivo anche a livello pubblico nel campo della conservazione e della catalogazione dei beni culturali, ricoprendo ruoli importanti su incarico ministeriale, tra cui la nomina a Conservatore della Galleria Regionale di Belle Arti di Napoli di cui in precedenza, come già ricordato, ha curato il riordino.
Da sempre fortemente legato alla propria famiglia e alla terra d’origine, coltiva anche legami di grande amicizia col mondo intellettuale dell’epoca, tra gli altri Salvatore Di Giacomo e Libero Bovio. Negli ultimi anni, pur lontano dalle manifestazioni ufficiali, continua a lavorare intensamente. Scompare il 21 febbraio 1955.

Polo Museale della Basilicata

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