Ghost Town Refuge , un concorso internazionale di architettura per Craco

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Foto ghost town rifuge craco
Dai templi di Angkor alle rovine di Chernobyl, le città fantasma occupano un angolo particolare dell’immaginario collettivo.
Esiste un assioma, una misteriosa e sfuggente proporzione fra la vita che è fluita in un luogo ed il fascino che questo saprà esercitare una volta abbandonato:

quasi che ogni evento che scorra nelle architetture sia in grado di lasciarvi una traccia, ogni persona che abbia frequentato un ambiente sia capace di imprimervi un particolare valore.
Qualcosa di intangibile ma presente, di misterioso, ma percepibile. Qualcosa che resta nel tempo: echi di vite lontane che puntualmente sedimentano un fascino indescrivibile sulle città abbandonate.
Craco, a simile regola, non oppone eccezioni.
Cresciuta fra pinnacoli di roccia e creste d’argilla, Craco è l’archetipo della città fantasma.
Una città bruciata dal sole e dai rigidi inverni, un assembramento di case dai laterizi incerti fra loro aggrappate secondo una distribuzione che appare posticcia tanto è espressiva ed affascinante: una scultura di abitazioni scoperchiate, volte interrotte e campanili in rovina.
Un luogo che non appartiene al presente –intrappolato com’è fra le pieghe del passato- e in cui il tempo e l’abbandono hanno praticato uno dei propri più indescrivibili miracoli.
Proprio in cerca di simile miracolo –a caccia di profonde emozioni- ogni anno migliaia di curiosi da ogni parte del globo affrontano un viaggio non sempre confortevole, guidati dall’irresistibile richiamo della più meravigliosa fra le città fantasma.
È per assecondare tale richiamo che nasce Ghost Town Refuge.
Ghost Town Refuge è il concorso di YAC e Craco Ricerche che invita i progettisti ad immaginare fra le rovine di Craco Antica un sistema diffuso di rifugi contemporanei, in grado di permettere ai visitatori la più sublime delle esperienze: abitare fra le rovine e addormentarsi sotto le volte scoperte di una città fantasma.
Nei nuovi rifugi, fra le trame lapidee di strade scoscese e viottoli sassosi, i visitatori potranno coricarsi sotto cieli stellati, in ascolto dei benevoli fantasmi di Craco. Poiché quando il vento soffia fra le vuote finestre ed i tetti divelti, è allora che si fanno vivi gli spiriti del borgo: vecchi cardini ammantati di ruggine, che stridono e uggiolano al calar della sera, custodi irriverenti dell’identità di un borgo che a dispetto del tempo, non vuole morire.

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