Sintesi conferenza del prof. Guido Pescosolido su "Autonomia regionale e unità del Paese"

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FOTO HOME CONVEGNO CIRCLO LA SCALETTA MATERAMatera - Si è concluso venerdì 7 giugno con successo a Matera, presso la Camera di Commercio, il quarto e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze sul futuro del Mezzogiorno “Autonomia regionale e unità del Paese” che ha avuto come relatore il Guido Pescosolido, ordinario di Storia Moderna nell’Università di Roma “La Sapienza”.Dopo i saluti di Francesco Vizziello, presidente del Circolo La Scaletta, che ha promosso il ciclo d’incontri con il patrocinio del Comune, lo storico, prendendo spunto dal suo ultimo libro “La questione meridionale in breve. Centocinquant’anni di storia” Donzelli editore, 2017, ha analizzato le origini e lo sviluppo di una questione antica e irrisolta, fino a giungere alla situazione attuale, contraddistinta dalle intese tra Governo e alcune regioni del Nord per ottenere maggiori forme di autonomia. "Un pericolo mortale per tutti - ha sottolineato Pescosolido- per il Sud e per il Nord". Una riforma che aumenterebbe il divario tra le due Italie, a scapito di tutti, come ha dimostrato ripercorrendo la storia del nostro Paese. “La classe dirigente nazionale post bellica, che aveva una visione larga, - ha spiegato Pescosolido- comprese che il rapporto squilibrato tra Nord e Sud, persistendo e aggravandosi avrebbe messo in discussione lo sviluppo nazionale e lo stesso sviluppo economico del Nord. Il problema del Mezzogiorno entrò nella Costituzione che, prima della riforma del titolo V che ha cancellato quel paragrafo, recava tra i suoi obiettivi fondamentali quello della risoluzione della questione meridionale. Finché il Mezzogiorno è stato al centro degli obiettivi di sviluppo nazionale - ha continuato il professore- abbiamo avuto anche il miracolo economico. Dagli anni ’70 quando il Sud è iniziato a uscire dall’agenda politica nazionale, si è inceppato lo sviluppo di tutto il Paese. Oggi l’Italia continua a non fare nulla per il Sud e nel contempo perde terreno”. Di stretta correlazione tra il divario interno al Paese e divario con gli atri Paesi europei ha parlato Giampaolo D’Andrea, assessore alla cultura del Comune di Matera. “Se guardate gli ultimi dati – ha messo in evidenza D’Andrea- e confrontate i ritmi di crescita degli altri Paesi europei rispetto all’Italia, vi renderete conto che è ripreso il divario esterno, in quanto Spagna, Francia e Germania recuperano a differenza del nostro Paese, nonostante la crisi dello stesso tipo ci sia stata per tutti e negli stessi anni. Tale situazione- ha proseguito l’assessore- è da attribuire a condizioni di produttività nazionale di sistema, collegate all’ ampliamento del divario tra Nord e Sud, alla sospensione dell’attività di modernizzazione e- ha aggiunto l’assessore- dalla mancanza di quell’energia civile che negli anni ’60 consentì di supportare lo sforzo del miracolo economico”.
“I diritti di cittadinanza legati al gettito fiscale rappresentano un dato d’immoralità politica e istituzionale – ha ribadito il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri- noi faremo delle battaglie costituzionali contro questa follia e arroganza, per difendere l’art. 117 della Costituzione. Dalla nostra città- ha continuato il Primo cittadino- deve partire un manifesto, un grido di scandalo per dire alla comunità nazionale che Matera, capitale europea della cultura, meridionale, non può tollerare questa aggressione istituzionale”.
Matera, 8 giugno 2019
Ufficio stampa Circolo ‘La Scaletta’
Milena Manicone

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