Lettera di saluto a Padre Andrea Viscardi

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LOGO COMUNEPer quanto possa sembrare strano, molto spesso il destino di un Sindaco o quello di un Religioso, nello specifico quello di Padre Andrea, vanno di pari passo.

In tante occasioni, infatti, il sottoscritto è stato destinatario di numerose lettere anonime atte a screditare e minare, in più occasioni, anche la stessa quiete familiare. Questa, purtroppo, è una piaga che da sempre accompagna qualsiasi personaggio pubblico: civile, militare o religioso non vi è differenza. Senza entrare nel merito, perché la natura della lettera è tutt’altra, il mio desiderio è quello di esprimere la mia totale vicinanza a Padre Andrea Viscardi ed il profondo dispiacere con cui abbiamo seguito il suo trasferimento. Sono sincero, l’ho conosciuto solamente negli ultimi due anni ma questi sono bastati per apprezzare, ogni giorno di più, le innate doti umane che lo contraddistinguono. Sono tante le occasioni in cui, per far fronte ai tanti disagi sociali di questa Città, si è attivata una sinergia tra lui e la Istituzione Civica, facendo diventare il Convento Francescano il luogo dell’accoglienza. Tante persone sono state accudite, conformate ed ospitate presso l’Ostello, altrettante sono state raggiunte dai numerosi volontari presso le proprie abitazioni, altre ancora con la Mensa di Fraternità. Mai sono mancati i sorrisi, le preghiere, i momenti di condivisione per testimoniare la vicinanza ad alcune tristi realtà che, nonostante siamo nel 2018, sono ancora sotto gli occhi di tutti.
Se Dio, appunto, vive attraverso gli ultimi, gli emarginati e, soprattutto, i poveri è indubbio ch’Egli vive negli occhi e nelle azioni di Padre Andrea. E resterà la bellezza di essere riuscito ad entusiasmare tutti gli ambienti che ha toccato. Sono tante le testimonianze di chi, in ospedale, seppur ammalato si è lasciato contagiare da un “virus” molto più bello: quello della conversione. Conversioni che hanno generato ulteriori conversioni in un’interminabile catena di affidamento al Signore. Tante ancora le persone che, seppur non totalmente vicine al credo cattolico, si sono avvicinate al Convento perché confortati dalla sua dolcezza e dalle sue azioni.
Nonostante non sia un assiduo frequentatore, ho imparato, anche attraverso gli insegnamenti di mia madre, che il Vangelo lo si deve vivere e mettere in pratica nella quotidianità e non soltanto a parole. Insieme a me la Comunità tutta ha vissuto il suo trasferimento come un fulmine a ciel sereno, si è mobilitata, perché preoccupata dal non poter beneficiare più degli effetti delle sue azioni, ma ciò non è bastato ad evitarlo. Certo, se vogliamo ricordare quanto diceva l’Apostolo Paolo “...il giorno che sarete chiamati a svolgere il vostro ministero in nuove Comunità ed una parte dei fedeli dovesse allontanarsi per seguire voi significherebbe che sono rimasti legati a voi come persone e non a Gesù Maestro e Signore. A sua volta la Comunità è chiamata ad aiutare il presbitero affinché non venga meno al suo mandato, al suo ruolo..." dovremmo riflettere, che forse ci siamo legati troppo alla persona. Ed è proprio questo l’errore nel quale non sono caduto né tantomeno ha coinvolto la mia Comunità. Non è certo il legame personale, la simpatia o l’amicizia che ci ha portati a sollevare a tutti i livelli, le perplessità per questa decisione, ma gli effetti delle sue azioni, esempio lampante della volontà del Signore. Montescaglioso quindi, non è amareggiata per una questione di culto della personalità ma perché profondamente legata e grata alle opere di carità tangibili perpetrate da Padre Andrea. “Dov’è carità e amore, lì c’è Dio”. La nostra Città non dimenticherà nulla di questo umile frate: gli uomini passano ma gli insegnamenti restano!!!

Vincenzo Zito

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