Negativo per le opposizioni questo inizio 2019 a Montescaglioso

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Ogni inizio d’anno solitamente è accompagnato da un bilancio dell’anno precedente e da buoni propositi per l’anno appena iniziato. Chissà se anche il sindaco di Montescaglioso e la sua giunta lo facciano?

Secondo noi no, perché altrimenti si sarebbero ricordati che, com’è accaduto a inizio anno degli ultimi due anni, quando c’è l’allerta meteo con probabili nevicate a quote collinari al Sud dell’ Italia, in Basilicata, si deve acquistare il sale, organizzare la viabilità e la messa in sicurezza delle strade e dei propri cittadini. A Montescaglioso c’è un proverbio che rende bene l’approccio di questa maldestra amministrazione: “u Sal è arruat ‘a squagghiat da ‘a nev.....” (Il sale è arrivato quando ormai la neve si è sciolta). Ormai siamo ai selfie di improvvisati amministratori tutto fare che pensano sia sufficiente scrivere sui social, trascrivere previsioni meteo di esperti o sostituirsi a operai e volontari per risolvere i problemi, ma amministrare significa organizzare e dare direttive, prendersi responsabilità senza incolpare altri. Solo grazie all’operato dei volontari delle due protezioni civili di Montescaglioso, ANPAS e CROCE AMICA e gli operai della ditta Progetto Ambiente, i cittadini non si sono sentiti completamente abbandonati.
Ma forse ci siamo abituati a tutto ciò, e si è insinuata in noi la consapevolezza che dopo il “disastro finanziario” ci aspettiamo di tutto. Ecco alcuni esempi e qualche chiarimento.
Mercoledì 19 Dicembre 2018 dopo cinquant’anni alcune stanze del piano superiore dell’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo di Montescaglioso sono state riaperte al pubblico.
Vorremmo ricordare al Sindaco Zito, che non sempre è preciso con i numeri (basta pensare ai sui bilanci comunali) che non 50 anni fa, ma fino alla fine degli anni ’80, i locali oggetto del recente restauro erano adibiti a Biblioteca Comunale.
Siamo felicissimi, ovviamente, che una parte dell’Abbazia ritorni a vivere e ci ha reso felici rivedere quelle stanze di nuovo fruibili dai cittadini montesi; un po’ ci ha turbato la vista di un nuovo elemento, non appartenente al sontuoso monumento ma “appiccicata” sul muro, nel corridoio del piano superiore: una lapide, in un tristissimo marmo di Carrara, scritta in uno stile ridondante e tardo ottocentesco :” ..........il sindaco Zito a imperitura memoria pose...”. Oltre al cattivo gusto dell’autocelebrazione gratuita di Zito non comprendiamo per quali meriti particolari si sia affissa una lapide autocelebrativa dal momento che il milione di euro del progetto CIVITARS Zito non lo ha messo di tasca sua, ma lo ha ritrovato in bilancio, fortunatamente prima del dissesto finanziario, e non ha fatto altro che rendere operativo quello che era stato progettato e programmato dalle due amministrazioni precedenti alla sua. Il progetto CIVITARS prevede, una volta terminati i lavori, appunto, che le attività di Alta formazione (citiamo testualmente) ”saranno incentrate prioritariamente sui temi del recupero dei beni e del patrimonio storico, culturale, artistico ed archeologico, da realizzare negli ambienti e nei laboratori previsti dal progetto. Si prevede di realizzare sinergie e costruire rapporti oltre che con i soggetti già individuati nel progetto CIVITARS, anche con altre Istituzioni( appunto!) da tempo operanti sul territorio”.
Partendo da questo, le opposizioni consiliari suggeriscono alla amministrazione comunale ora che i locali sono stati restaurati, di bandire un concorso di idee sempre in relazione agli scopi previsti dal progetto CIVITARS volti a valorizzare uno straordinario monumento, patrimonio dell’intera città di Montescaglioso, oltre che splendido monumento artistico che identifica e rinsalda l’identità di un’intera comunità.
Un concorso di idee che possa concretizzarsi in progetti all’altezza del valore dell’Abbazia, in progetti che possano diventare occasione di rilancio della cultura a Montescaglioso ( negli ultimi tempi gli eventi culturali a cura dell’Amministrazione comunale sono del tutto scomparsi nel nostro paese!) e soprattutto possano rinsaldare il legame profondo ma dimenticato, tra i montesi e gli splendori di un passato glorioso che vedeva Montescaglioso e l’Abbazia di San Michele Arcangelo essere centri di cultura propulsori dell’intero Mezzogiorno d’Italia.
Questo il nostro invito alla giunta di Zito perché non tollereremo assegnazioni arbitrarie e ad personam dei locali restaurati. L’Abbazia è un bene che appartiene all’intera città di Montescaglioso e garantiremo , come Consiglieri di opposizione, che tutta la cittadinanza possa godere della bellezza di questo monumento con la speranza che non sia un contenitore a disposizione di pochi , ma che rappresenti il punto di inizio della rinascita vera, culturale, economica di Montescaglioso.
La lapide, giova ricordarlo “ ad imperitura memoria” Zito non l’ha messa solo in Abbazia ma sul nostro Paese e purtroppo anche sul futuro delle prossime generazioni con la sua dichiarazione di dissesto finanziario e con la sua chiarissima incapacità di gestire e amministrare un Comune. La lapide Zito e Company l’hanno affissa sulla trasparenza e sulla democrazia non ultimo l’agire in merito ad una nota del Ministero dell’Interno che formulava una serie di rilievi e di osservazioni sull’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato presentato dall’amministrazione al Ministero che già aveva richiesto spiegazioni su un bilancio non proprio chiaro, anzi.
Zito e Company non solo non hanno ritenuto opportuno informare i consiglieri di opposizione, che sono venuti a conoscenza della richiesta del Ministero come sempre in modo del tutto casuale, ma cosa ancora più grave non hanno ritenuto opportuno convocare il Consiglio Comunale (che ricordiamo a Zito, per l’ennesima volta, è il maggior organo di democrazia di un Comune)” per dare risposta” ai rilievi piuttosto pesanti fatti dal Ministero dell’Interno sul bilancio stabilmente riequilibrato presentato dalla giunta di Zito.
D’altronde il sindaco Zito ci ha abituati da tempo non solo agli sgarbi istituzionali ma anche alla totale mancanza di correttezza, di condivisione, di trasparenza, in una parola di democrazia.
I GRUPPI DI OPPOSIZIONE
MONTE IN TESTA E ALLEANZA PER MONTESCAGLIOSO

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