Storia di una amicizia antica

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FOTO HOME PROF RAFFAELE MOTOLAIl Prof. Raffaele Motola con una lettera inviata alla nostra redazione ricorda il caro amico Antonio D'Elicio.

Antonio D'Elicio qualche giorno fa ci ha lasciati.Tutti coloro che lo conoscevano sono rimasti costernati e profondamente addolorati.
Quando ho appreso la notizia,una ridda di pensieri e di ricordi sono riemersi dalla memoria remota.L'amicizia fra Tonio e me affonda le radici nell'infanzia,perché suo padre e il mio erano amici ancor prima di mettere su famiglia.
Eravamo ragazzini di scuola elementare e nelle calde serate estive,approfittando di una momentanea distrazione delle nostre madri fuori nel vicinato a prendere il fresco,andavamo ad aspettare l'arrivo della"corriera"da Taranto in una piazza Roma ancora sterrata.Il papà Rocchino,dipendente Sita ci faceva salire a bordo e così aveva inizio un viaggio,che nella nostra immaginazione era lunghissimo:dalla Colonna di San Rocco alla collinetta,anch'essa sterrata, del Convento dei Cappuccini,dove un brutto capannone ,dalla volta a botte in lamiera, serviva da garage per il bus.Forse fu proprio in quel breve tragitto che la nostra mente incominciò a elaborare inconsapevoli sogni e progetti futuri, che avrebbero riguardato la nostra città e il suo territorio.
Lasciammo alle nostre spalle quel ricordo di ragazzi vocianti e felici,confinandolo in un angolo remoto della nostra memoria.La sorte aveva segnato il nostro percorso di vita.Non passò molto tempo e per ragioni di studio Tonio partì per Potenza e io per Roma e successivamente per Como.Dopo alcuni anni ritornammo a Monte:eravamo nella prima giovinezza e le prime inconfessate pulsioni, desideri e sguardi furtivi verso le nostre coetanee costituivano gli argomenti di conversazione nelle fredde e uggiose serate d'inverno.Il freddo pungente e la fitta nebbia che avvolgeva i lampioni di Corso Repubblica non ci scoraggiavano, intanto che i rintocchi dell'orologio di piazza inesorabilmente segnavano le ore che trascorrevano e con esse svaniva la speranza di vedere quella tale o tal'altra studentessa in giro per qualche improvvisa esigenza di famiglia.
Non passò molto tempo e ancora una volta,per ragioni di studi. fui costretto a partire.Tonio rimase a Monte,dove,da corrispondente locale di Rai tre regionale,capo redattore Mario Trufelli,inviava a Potenza,per essere trasmesse tutte le notizie relative agli accadimenti montesi.Nel contempo iniziò la sua collaborazione con la locale Pro Loco per la promozione turistica della città, d'intesa con quella che allora si chiamava EPT.
Al mio rientro negli anni '70 a Montescaglioso, ricostituimmo la Pro Loco e così iniziammo a guardare al complesso abbaziale come il fulcro di ogni attività e iniziative culturali.Furono cinque anni ricchi di mostre,spettacoli,viaggi,concerti, rivestendo anche i panni di guide turistiche.Il nostro obbiettivo era anche quello di sensibilizzare e rendere consapevoli in primis gli abitanti della città e quindi promuovere la conoscenza dentro e fuori regione dei monumenti che numerosi costituiscono il patrimonio storico-artistico di Montescaglioso. Da sottolineare in quegli anni l'intensa e proficua collaborazione con Don Cleto Campoli, abbate dei Benedettini Olivetani di Picciano.Intanto
Tonio dava principio a indagini storiche che sarebbero state pubblicate successivamente.
Negli anni '80 con il mio trasferimento a Matera,Tonio iniziò un percorso che l'avrebbe portato a rivestire per molti anni la carica di Presidente dell'UNPLI regionale e incominciò a battere infaticabilmente in lungo e in largo la Basiicata,tra convegni,pro loco e iniziative che avrebbero dato vita a un organismo assente in regione,tra numerosi ostacoli e contrarietà da superare.Lui presidente UNPLI regionale,io presidente regionale per il Turismo Itinerante firmammo un importante protocollo d'intesa per gli stessi scopi che erano volti a promuovere il turismo sul territorio.
In questi ultimi anni le nostre frequentazioni si erano diradate,ma a volte ci siamo sentiti per uno scambio di notizie storiche o di informazioni inerenti a problemi risolti e non della nostra Regione.
L'ultima volta,nella quale ci siamo sentiti,dopo aver chiesto di me,si è lasciato andare a uno sfogo pieno di amarezza per essere stato messo da parte , in modo anche poco urbano e sicuramente non gratificante, dopo anni di dedizione e di attaccamento a un lavoro finalizzato a far conoscere il nostro patrimonio culturale,le nostre tradizioni e i nostri monumenti, con la capacità di unire studio e competenza,amore e sacrificio.Gli avevo detto di trovare motivo di consolazione nella sua ultima fatica editoriale e che gli arrampicatori,i detrattori, gli invidiosi e gli ambiziosi non durano a lungo e soprattutto non sono in grado di trasformare i sogni in realtà.Tutto ciò forse non è bastato!
Addio mio carissimo Amico!
Raffaele Motola

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