Salvate 70 mucche

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Finalmente in salvo una settantina di mucche dell’azieneda Esposito, grazie alla pista realizzata dal Genio militare in una sola nottata.

“Il disastro è stato grande – sottolinea il Sindaco di Bernalda, Leonardo Chiruzzi – perché ha praticamente distrutto il nostro territorio in prossimità degli argini del fiume Bradano. Ed ora, passata la fase del salvataggio delle persone, procederemo immediatamente a quella della ricostruzione e dell’assitenza ai danni.”.

“E noi che abitiamo al borgo possiamo dire di esserci salvati anche questa volta - aggiungono alcuni cittadini visibilmente arrabbiati - perché l’acqua che la notte scorsa ci stava inondando, non potendo defluire al mare perché alcuni canali di scolo risultano ostruiti, ha allagato alcune aree incolte, che hanno funzionato da superficie drenante. Sono dovuti, perciò, intervenire i Vigili del Fuoco, che hanno contribuito a svuotarle con le loro pompe ed a riversarle nei canali che portano al mare”.

Intanto il Centro Operativo Misto ha impartito disposizioni per il recupero delle carcasse degli animali che sono affogati ed il loro smaltimento nei centri autorizzati, per evitare l’inquinamento delle falde acquifere e per scongiurare pericoli di epidemie.

Lo stesso Centro, attraverso i volontari della Pro Loco e gli Scout di Metaponto, sta procedendo all’acquisizione delle istanze di risarcimento dei Cittadini gravemente danneggiati dall’evento calamitoso.

Corpo Forestale dello Stato e Polizia Provinciale stanno effettuando accurate ricognizioni per appurare con precisione le entità dei danni riportati dagli argini.

Circa 60 cittadini le cui abitazioni hanno subito danni strutturali o risultano sommerse daI fango vengono ospitati in alcune strutture alberghiere e nella palestra comunale. Fra questi anche una ventina di Cittadini extra-comunitari, che alloggiavano in tende di fortuna sotto il sovrappasso ferroviario.

Nel Centro Operativo di Metaponto è giunta anche la famiglia Nisi, la cui abitazione è a pochi metri dal fiume Bradano, in località Serramarina. Sono sconvolti, sporchi di fango, con gli occhi della paura ancora addosso.

“Solo grazie all’amico Girolamo, che ci è venuto a prendere con il suo fuoristrada, siamo riusciti a salvarci da soli. Abbiamo perso tutti i nostri automezzi agricoli e le automobili, gli animali da cortile e la casa risulta in più punti lesionata. Perché nessuno ci ha avvisati in tempo utile, mentre dalla diga di San Giuliano venivano giù 38 milioni di metri cubi di acqua?”.

Direttore Responsabile
Pino Gallo

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