Azienda zootecnica nel metapontino rimasta senz'acqua per 14 ore

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FOTO MUCCA MORTAMetaponto. “I 400 capi di bestiame ed il caseificio artigianale della nostra azienda zootecnica per quasi 14 lunghissime ore sono rimasti senza acqua – dice Graziano Esposito, uno dei tre fratelli titolari dell’azienda a conduzione familiare.

Solo quando l’acqua non usciva più dai nostri rubinetti, cioè verso le 10, chiedendo la ragione di questa improvvisa emergenza all’acquedotto lucano, ci è stato risposto che la sospensione dell’erogazione era dovuta ad un guasto sulla condotta, che oltre noi ed altre famiglie di Contrada Tarantino rifornisce anche il lido Metaponto e l’abitato di Marina di Ginosa e che sarebbe tornata verso le 23. Abbiamo perciò avvisato il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno il quale ci ha fornito il numero di un’autobotte privata e poi abbiamo interessato anche la Polizia locale, i Vigili del Fuoco ed i Carabinieri di Metaponto.
Per questa ragione non abbiamo potuto riempire con largo anticipo i nostri due serbatoi da 40 quintali. Avremmo potuto approvvigionarci e superare l’emergenza se fossimo stati avvisati opportunamente e soprattutto in tempo utile. Ma nessuno lo ha fatto. Un’azienda di grandi dimensioni come la nostra, che paga migliaia di euro all’anno solo di acqua potabile, ha diritto di essere avvisata subito e direttamente attraverso una telefonata o dagli stessi operatori dell’acquedotto che hanno un ufficio operativo a Marconia. Dobbiamo assolutamente rivedere le clausole contrattuali con acquedotto lucano”.
“L’Enel, sottolinea Esposito, quando è costretta a sospenderci l’erogazione dell’energia elettrica, manda ad avvisarci gli stessi addetti alle manutenzioni, proprio per essere sicuri che il messaggio arrivi subito e chiaramente ai responsabili dell’azienda. L’acqua è mancata ieri (2 febbraio) dalle ore 10 fino alle 22/24, quando gli animali erano già stressati per la sete ed a causa della ressa che si è creata quando incominciava ad arrivare agli erogatori abbiamo trovato una vacca morta ed un’altra ferita, sperando che non ce ne siano altre e che non debbano essere abbattute”.
Il contitolare dell’azienda mette, inoltre, in evidenza che nella vicina Marina di Ginosa l’acquedotto pugliese aveva provveduto a mandare 4 autobotti per rifornire l’ospedale ed i cittadini. E che solo dopo una lunga ricerca telefonica un privato di Bari, verso le ore 20, era disposto a portare in azienda 100 quintali di acqua potabile, ma ad un costo di 500 euro. Una somma da usuraio perché mediamente costa soltanto 100 euro. Ragion per cui i fratelli Esposito decidevano di aspettare fino alle ore 23, orario previsto da acquedotto lucano per il ripristino dell’erogazione idrica.
Pino Gallo

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