Erosione costa Metapontina, incontro operativo in Regione

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FOTO SPIAGGI METAPONTO
Metaponto. Dopo gli ingenti danni inferti alla spiaggia di Metaponto ed alle strutture degli stabilimenti balneari dalle furiose mareggiate dello scorso novembre, finalmente si è tenuto un primo incontro operativo alla Regione Basilicata da cui è emerso la necessità di apportare una modifica al progetto esecutivo dell'ultimo tratto di barriere da realizzare a difesa della spiaggia di Metaponto,

già finanziate dalla piattaforma del Repertorio Nazionale Difesa del suolo, che prevede 40 interventi, il primo dei quali riguarda proprio uno stanziamento di circa 9 milioni di euro per l’intero bacino costiero compreso fra Bradano e Basento.

    Mentre relativamente alle 11 barriere già realizzate negli anni precedenti, la Regione si è impegnata a ricercare nuove risorse da destinare ad ulteriori interventi di manutenzione, ritenuti necessari in quanto esse non hanno sortito gli effetti desiderati.

    E’ quanto è emerso da un incontro che si è tenuto negli uffici della Regione Basilicata con gli assessori Gianni Rosa e Donatella Merra, i tecnici dei dipartimenti Ambiente e Infrastrutture e Mobilità, cui hanno partecipato il sindaco di Bernalda Domenico Tataranno, l'assessora Giusy Cirigliano, il presidente del consiglio comunale Saverio Sarubbo, nonché il Comitato Costa e una rappresentanza degli operatori turistici di Metaponto.

    Una storia infinita quella della spiaggia di Metaponto e più in generale delle spiagge dell’arco jonico materano che da anni sono violentate e compromesse dalla furia del mare e dalle manomissioni dell’uomo. A fare la loro parte i diminuiti apporti di detriti e materiali dei fiumi che sfociano nei 40 chilometri di costa jonica materana, che, ad eccezione del fiume Cavone, presentano ben 17 opere di sbarramento, dovute alla necessità di garantire risorse idriche da destinare principalmente ai vasti territori agricoli di pregio creati dalla Riforma fondiaria degli anni ’50 del secolo scorso. E recentemente anche dalla realizzazione di alcuni porti turistici, nonché dalle ingenti estrazioni di inerti dai letti dei fiumi.

   Sottrazioni di materiali che si trasformano in un innesco del fenomeno erosivo, che da fatto naturale compensato diventa un dramma per le economie dei territori marini con gravi ripercussioni sulla vita delle popolazioni costiere. Soprattutto in carenza di politiche di mitigazione delle avversità naturali da parte delle pubbliche autorità.

Pino Gallo

Foto facebook - E. Bia

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