Metaponto Lido nelle richieste della Pro Loco

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Barriere spiaggia metaponto
Nel Dossier Metaponto - Bernalda redatto dal presidente della Pro Loco, Giuseppe Gallo, ed esaminato già precedentemente, trovano spazio le tante domande sulla attuale situazione in cui versa Metaponto Lido.

Partiamo dalle barriere soffolte. Ci riferiamo a quelle strutture modulari in cemento armato, posate sul fondale marino, lungo una linea continua, parallela al litorale, allo scopo di limitare l'erosione costiera dissipando l'energia del moto ondoso, favorendo lo scorrimento della sabbia verso la riva e limitandone, invece, il ritorno. «Dov’è finito - si chiede Gallo - il piano da 9 milioni di euro già stanziati dal Governo nazionale e concordato con il dipartimento regionale?». Intanto, risale al 17 giugno scorso il decreto firmato dal commissario per il dissesto idrogeologico, che stanzia 138 mila euro per la messa in sicurezza del tratto di lungomare, lato Taranto, colpito da una delle ultime mareggiate di giugno.

Per quanto riguarda, invece, la piazza centrale, la Pro Loco ne auspica il completamento architettonico, per farne «un elegante salotto vista mare ove si potranno tenere incontri culturali, attività socializzanti e di promozione del territorio». Avanzata, poi, una richiesta di manutenzione per la meridiana e la rosa dei venti, in modo da restituirle alla loro originaria bellezza, che scompare, soprattutto di sera, mancando una idonea illuminazione.

La Pro Loco Metaponto chiede anche il completamento ad anello delle piste ciclabili esistenti con altre da realizzare, in modo da creare un circuito ininterrotto che parta dal lido di Metaponto, lambisca campeggi e villaggi turistici, passi per il tempio di Hera, la Necropoli di Crucinia e il Parco di Apollo Licio, per ritornare nuovamente al lido. Si tratterebbe di realizzare segmenti integrativi di media entità e facilmente programmabili. Servirebbe a collegare i maggiori luoghi di aggregazione e i siti archeologici, per renderli fruibili non solo ai turisti, ma anche al comune cittadino che abbia voglia di riscoprire in sella ad una bici il proprio territorio.

Simona Pellegrini