Costi alle stelle, quotazioni in caduta e un mercato invaso dalle importazioni. Legacoop Agroalimentare Basilicata lancia l’allarme sullo stato del comparto agricolo e chiede interventi strutturali, a livello nazionale e regionale. “Il comparto agricolo italiano si trova in un baratro difficile da risalire, stretto tra crisi congiunturale internazionale, aumenti dei costi delle materie prime e quotazioni delle proprie produzioni ai minimi storici”, dichiara Paolo Colonna, responsabile di Legacoop Agroalimentare Basilicata. “La sua attuale mancanza di competitività e la grave perdita finanziaria sono da tempo evidenti. Gli interventi tampone prospettati, e applicati in minima parte, non rappresentano né una soluzione, né tantomeno l’imbocco di timida risalita per il settore”.
Per Legacoop occorre invece incidere sui costi delle materie in maniera efficace, rafforzare il marchio made in Italy e la tracciabilità delle produzioni, stimolare con forza il consumo di prodotto italiano, sostenere il potere di acquisto delle famiglie, compromesso dalle continue impennate inflazionistiche. “Grano, vino, olio: la crisi investe indistintamente tutti i settori”, prosegue Colonna. “Le importazioni massive hanno messo in ginocchio le nostre produzioni, con giacenze record e la pressoché totale assenza di domanda. Questo è il quadro nazionale, che giorno dopo giorno si fa più tragico. Per evitare il collasso è indispensabile una strategia strutturale, generata da una reale e profonda concertazione tra istituzioni e rappresentanze settoriali, che salvaguardi l’agricoltura italiana partendo dal riconoscimento, oltre che del peso nella bilancia commerciale e nell’economia del Paese, della sua funzione sociale e ambientale”.
“In altri contesti – continua Colonna – si sta facendo cartello per sopperire all’incremento dei costi. La storia e l’esperienza cooperativa, l’unione nei momenti di difficoltà, forniscono un’indicazione sulla possibilità di resistenza, andando a incidere su strumenti che non devono essere un limite ma un sostegno al comparto. Alle istituzioni e al sistema bancario chiediamo una moratoria sui mutui e sugli interessi collegati: darebbe respiro agli agricoltori e rappresenterebbe un intervento a sostegno della ripresa”.
“Alle istituzioni, in particolare a quelle regionali, chiediamo di riprendere il loro ruolo di garanti dell’economia dei territori e dei lavoratori che la generano, di non guardare ai colori, alle bandiere, ma di prospettare strategie comuni che esaltino le produzioni, le loro peculiarità, il valore dell’agricoltura anche in termini di coesione”. “In Basilicata, anche per i numeri che esprime, ci sarebbe la possibilità di comprimere i disagi: le istituzioni sono chiamate a fare la loro parte, dedicando capitoli di spesa aggiuntivi rispetto alla dotazione Csr comunitaria, per configurare parallelamente soluzioni strutturali in cui l’aggregazione diventi la modalità costante per l’abbattimento dei costi”. “Pianificare e rafforzare la rete idrica rurale, spingere sull’innovazione tecnologica per limitare le derive delle produzioni dovute ai cambiamenti climatici e alle volatilità dei mercati, traslare verso un nuovo approccio del sistema bancario in un chiaro quadro di visione condivisa – conclude Colonna – proietterebbero il comparto agricolo in un orizzonte di fiducia che oggi sembra distante, quasi irraggiungibile”.