A che punto è il progetto per la nascita della biblioteca comunale e del polo culturale a Spine Bianche? E, soprattutto, che fine hanno fatto i circa 12.000 volumi del prestigioso Fondo “Leonardo Sacco”, donati al Comune e attualmente confinati nei depositi comunali, e l’accordo con la Regione Basilicata per accogliere i testi storici dell’Associazione “Adriano Olivetti”?
A sollevare la questione, attraverso una formale interrogazione rivolta al Sindaco e all’Assessore alla Cultura, è il consigliere comunale Domenico Bennardi, che richiama l’attenzione sullo stato di stallo in cui versa l’immobile polifunzionale ed ex asilo di via Dante, inaugurato nel giugno del 2022 nell’ambito del progetto “Matera 2019, Periferia-Vicinato”.
Quello spazio nacque con una visione precisa, ossia restituire allo storico rione di Spine Bianche un presidio di partecipazione civica e di ricerca scientifica, unendo il Laboratorio Urban Center (LUC) al piano terra a una biblioteca monotematica di altissimo valore al piano superiore. Già nel maggio del 2022, attraverso una nota ufficiale indirizzata anche alla Regione, l’allora amministrazione comunale aveva tracciato la strada, avviando interlocuzioni strategiche con la Provincia di Matera, l’Università della Basilicata e la Biblioteca Nazionale di Potenza per l’attivazione della catalogazione in rete sul sistema SEBINA. La lettera indirizzata alla Regione, che alleghiamo alla presente, tracciava una rotta, con visione e coraggio
Oggi, tuttavia, il rischio concreto è che la mancanza di una programmazione chiara vanifichi gli sforzi fatti. In assenza di un piano gestionale strutturato c’è il pericolo tangibile che migliaia di volumi dal valore inestimabile, che raccontano la storia e il riscatto urbanistico della Matera del Novecento, restino inaccessibili agli studenti, ai ricercatori e ai cittadini.
Con l’interrogazione si chiede all’attuale esecutivo di fare piena luce sia sullo stato di avanzamento della catalogazione e digitalizzazione dei testi, sia sul modello organizzativo e di fruizione che si intende adottare per il presidio. Nello specifico, l’interrogazione sollecita l’amministrazione a chiarire quali risorse umane si intendano impiegare e quali accordi o convenzioni si stiano attivando con l’Università della Basilicata, gli enti del Terzo Settore o le associazioni di quartiere per garantire l’apertura costante, l’animazione culturale e la sicurezza della struttura.
Il decentramento culturale e la valorizzazione dei quartieri storici non possono restare solo slogan. I rioni come Spine Bianche hanno bisogno di presidi vivi, aperti e vissuti, capaci di coniugare la memoria del passato con le sfide della ricerca e della partecipazione civica.
Domenico Bennardi
M5Stelle