Grande successo a Metaponto Lido per la rassegna d’autore “Libri in Riva al Mare 2025”. Protagonista la cultura, intesa come pagina scritta, ma anche quella “contaminata” da altre esperienze artistiche di genere, comprese le trasposizioni televisive. Nel suggestivo scenario della Piazzetta Oasi, anfiteatro naturale affacciato sul mare, ospiti dei fratelli ristoratori Eustachio e Franco Bia, un numeroso e variegato pubblico ha vissuto una splendida serata, in compagnia della scrittrice, sceneggiatrice e poetessa Mariolina Venezia, creatrice dell’eroina Imma Tataranni, Sostituto Procuratore, portata sugli schermi, con grande successo, dalla Rai. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Bernalda, è stata promossa e organizzata dalla Proloco Metaponto, presieduta dal professor Giuseppe Gallo e dalle Acli Bernalda, dirette da Emanuele Brescia. Presenza d’eccezione il mezzosoprano Giuseppina Pistoia, già componente del Coro “La Fenice”.
Originaria di Grottole, dove ha vissuto l’infanzia, Mariolina Venezia ha trascorso un periodo della sua vita in Francia, prima di rientrare in Italia, tra Matera, la sua attuale città di adozione, e Roma, dove risiede. Nota soprattutto per la sua eroina Imma Tataranni, la scrittrice vanta uno dei più prestigiosi Premi letterari internazionali, il “Campiello”, che ottenne nel 2007 col romanzo “Mille anni che sto qui”, e che racconta una saga familiare, ambientata nella sua terra di origine, con il borgo di Grottole che fa da sfondo ad eventi lucani, posizionati tra l’Unità d’Italia e la caduta del Muro di Berlino. Un’opera che la critica letteraria ha accostato addirittura al capolavoro di Gabriel Garcia Marquez, “Cent’anni di solitudine”.
E’ del 2009, invece, il primo libro in cui compare il personaggio di Imma Tataranni, e che inaugurò il genere giallo, “Come piante tra i sassi”. Seguito nel 2013 da “Maltempo”, “Rione Serra Venerdì” (2018), “Via del Riscatto”(2019), “Ecchecavolo” (2021). Mariolina Venezia ha pubblicato anche tre raccolte poetiche, e lavorato, come sceneggiatrice di fiction televisive e film. A completare la sua bibliografia, i testi “Da dove viene il vento” (2011), Rivelazione all’Esquilino (2011), “La volpe meccanica” (2014).
Il regista dell’amatissima serie Tv, Francesco Amato, ha osservato come dalla “penna di Mariolina vengano fuori già le immagini, perché lei stessa sembra stare nella mente del personaggio”. Occhi aguzzi e penna aguzza, la Venezia, dunque, appare un po’ scrittrice e un po’ P.M. Nel corso della serata l’autrice ha rilevato, tra l’altro, che la Basilicata è un territorio dell’anima, una terra in cui non c’è solo ambientazione ma racconto. “Con Imma – ha detto – narro le problematiche della nostra regione, la bellezza lucana, coi suoi paesaggi struggenti, la ruvidezza, fisica del territorio e caratteriale dei suoi abitanti. Insomma, attraverso la figura di Imma, mi sono divertita a raccontare i luoghi e le loro contraddizioni. Eppure Imma non ama i turisti. “Del resto – ha aggiunto Venezia – il turismo toglie il fascino a queste terre di eremiti e pastori. Di gente che viveva isolata, a contatto con cielo e terra”.
E poi il concetto di vuoto, tipico della Basilicata, di cui la Tataranni è una metafora, pur connotandosi come una che investe su sé stessa, che racconta l’anima moderna della regione. “Una donna che, senza compiacere nessuno, è piaciuta a tutti”.
Ampio e articolato il fuoco di fila delle domande, che ha investito, naturalmente, anche l’adattamento televisivo, la scelta dei personaggi, l’utilizzo, non sempre conforme dei dialetti, i costumi di scena. Mentre le onde del mare Jonio, col loro “suono increspato e colorato”, sembravano richiamare, poco distante, il carattere dell’eroina più amata dagli italiani.
In chiusura, un omaggio scultoreo in gesso, che rimanda al genio di Pitagora, è stato donato alla scrittrice dal “maestro” Salvatore Sebaste.
Angelo Morizzi
Libri in Riva al Mare 2025, Rassegna Estiva della Pro Loco Metaponto