Il salone convegni del Centro di ricerche di Pantanello, fiore all’occhiello della Regione Basilicata, si è arricchito di 24 pitto-sculture dell’artista Salvatore Sebaste, nato a Novoli nel 1939, in Salento, ma lucano di adozione, perché vive fra Bernalda e Metaponto, ove realizza le sue opere, che arricchiscono molti ambienti pubblici, sedi universitarie, chiese, piazze, pinacoteche, sia in Italia che all’estero: dalla Presidenza della Repubblica al Museum of Modern Art di New York New York, al Museo Guggenheim di Venezia. Egli ha studiato all’Istituto d’Arte di Lecce e al Magistero di Belle Arti di Firenze; poi si è perfezionato nelle tecniche incisorie presso lo studio calcografico di Mario Leoni a Bologna.
Il suo percorso artistico parte da un neorealismo-popolare espressivo negli anni ’50-’60, per arrivare da metà anni ’70 ad un linguaggio più astratto, materico e sperimentale, fatto di sperimentazione di materiali e tecniche, che spaziano dalla pittura su tavola, alla tecnica mista, alla incisione, alla scultura, ai libri d’artista.
“La mia musa ispiratrice, confessa Sebaste, è Metaponto e la sua storia ricchissima di cultura magno-greca e di mitologia delle origini, come il mito di Dioniso. La cittadina magno-greca mi affascina e mi ispira fortemente, totalmente e sempre mi sorprende. Ogni giorno respiro la sua aria che mi porta lontano, cittadino nell’antica Metapontion del VI sec.a.C..
Ed è così, sottolinea l’artista appulo-lucano, che nascono anche le opere, che fanno parte della raccolta Frutta e verdura, dalle terre di Pitagora, che da oggi arricchiscono il salone del Centro Ricerche Metapontum Agrobio. Esse testimoniano i ricchi doni di questa terra, divenuta florida dall’arrivo dei migranti greci, che la battezzarono con il nome di Metapontion e la resero ricca e prosperosa con il loro ingegno, la democrazia, la volontà di progresso e di un benessere equamente diffuso”.
Per Antonio De Siena, già Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata, “in quest’ultimo lavoro, ‘Frutta e verdura di Pitagora’, Sebaste continua a mostrare ancora una volta il forte legame affettivo che ha con il territorio che generosamente l’ha accolto. Attinge con dovizia al grande archivio della terra, al prezioso dossier che la ricerca archeologica ha saputo costruire con un lungo percorso scientifico. Sebaste opera un’accurata selezione di questi prodotti della terra e li associa anche fisicamente ad un immaginario mondo pitagorico, rappresentato da simboli, geometrie e numeri. L’insieme si completa spesso con la presenza ai margini di antichi manufatti plastici in terracotta, che gli stessi devoti usavano offrire alle divinità agricole per proteggere i loro raccolti o per ringraziare. Non mancano i demoni amorfi e terribili, possibili testimoni di riti enigmatici”.
A porgere i ringraziamenti della Regione Basilicata è stato l’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, il quale ha sottolineato che “l’accogliere le opere di Salvatore Sebaste all’ALSIA di Metaponto significa riconoscere, ancora una volta, quanto il dialogo tra arte, scienza e agricoltura possa generare nuovi significati e nuove prospettive per il nostro territorio. Desidero esprimere un sincero ringraziamento all’artista per questa donazione generosa, che arricchisce non solo il patrimonio dell’Agenzia, ma anche l’identità culturale della Basilicata. Le opere di Sebaste parlano la lingua della materia e della conoscenza: raccontano la terra, la vita che da essa nasce, la continua ricerca dell’uomo per comprenderla e custodirla. In esse riconosciamo la stessa tensione che anima il lavoro dei nostri agricoltori, dei tecnici, dei ricercatori: la volontà di innovare senza dimenticare le radici, di guardare al futuro restando ancorati ai valori di una tradizione antica e feconda. Metaponto è il luogo ideale per accogliere questo dialogo”.
Pino Gallo