Con una lettera aperta indirizzata al Sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, i già primi cittadini Domenico Bennardi oggi consigliere comunale e Francesco Di Caro, Sindaco di Matera dal 1980 al 1984, intervengono congiuntamente sulla controversa vicenda del ripristino dei vitalizi in Consiglio Regionale.
I due ex sindaci, rappresentanti di due diverse stagioni politiche della città, definiscono il provvedimento uno “strappo etico e morale inaccettabile”, aggravato dall’utilizzo di fondi originariamente destinati alle fragilità sociali. Nella missiva, Bennardi e Di Caro sollecitano Nicoletti a superare le appartenenze di schieramento e a farsi portavoce dell’indignazione della comunità materana, chiedendo formalmente al Governo italiano di impugnare la legge regionale dinanzi alla Corte Costituzionale.
“Matera è il simbolo del riscatto e della dignità del Mezzogiorno, scrivono Bennardi e Di Caro, e non può accettare che il welfare sociale diventi il salvadanaio dei privilegi della politica. I Sindaci sono l’ultimo avamposto dei cittadini: unire la voce di Matera a quella delle migliaia di lucani che in questi giorni hanno sottoscritto petizioni popolari è un atto di responsabilità istituzionale dovuto.”
L’iniziativa si inserisce nel solco delle azioni intraprese da diverse forze istituzionali che stanno chiedendo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la rimozione della norma.
Contenuto della Lettera:
Egregio Sindaco Nicoletti,
Le scriviamo in qualità di già Sindaci della nostra amata città, uniti dalla comune preoccupazione per il grave strappo etico e morale consumatosi recentemente in Consiglio Regionale. Si tratta di una vicenda che ha ormai assunto una risonanza nazionale, gettando un’ombra sulla credibilità delle istituzioni lucane.
Ci riferiamo alla norma che, di fatto, ripristina i vitalizi per i consiglieri regionali: un provvedimento inaccettabile, reso ancora più odioso dal fatto di essere finanziato attraverso un fondo originariamente destinato alle fragilità sociali. In un momento storico in cui le famiglie materane e lucane affrontano quotidianamente duri sacrifici, l’idea che si sottraggano risorse ai più deboli per alimentare i privilegi della politica è un’offesa che non possiamo ignorare. Non può ignorarla nemmeno Lei che, in quanto Sindaco pro tempore, rappresenta l’intera comunità e ha il dovere di tutelarne la dignità, oltre ogni appartenenza di parte.
Sindaco, Lei guida una città che non è come le altre. Matera è il simbolo del riscatto e della dignità di tutto il Mezzogiorno; una città che ha saputo trasformare la povertà del passato nel prestigio internazionale di Capitale Europea della Cultura e, oggi, di Capitale della Cultura del Mediterraneo.
Per questo motivo, Le chiediamo un atto di responsabilità e di coraggio che sappia andare oltre le logiche di schieramento: si faccia portavoce dell’indignazione della nostra comunità. Mentre diverse forze politiche e istituzionali stanno già formalizzando la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché la legge sia impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale, è fondamentale che anche i territori facciano sentire la propria voce. Unirsi a questa richiesta, sostenuta anche da decine di migliaia di cittadini che hanno sottoscritto petizioni popolari in pochi giorni, è un atto di giustizia dovuto.
I Sindaci sono l’ultimo e più importante avamposto dei cittadini sul territorio. Unire la Sua voce a quella di chi chiede legalità e trasparenza darebbe un segnale fortissimo. I materani e i tanti lucani che si stanno mobilitando non possono accettare che il welfare sociale diventi il salvadanaio dei privilegi di una politica che non troviamo altri termini per definire se non “di casta”.
Restiamo in attesa di un Suo segnale, certi che saprà porre il rispetto per i nostri concittadini al di sopra di ogni logica di appartenenza.
Con cordialità,
Dott. Domenico Bennardi Già Sindaco di Matera e Consigliere Comunale
Avv. Francesco Di Caro Già Sindaco di Matera