Con la presente presente nota, comunichiamo che, ad oggi, le firme raccolte dalla nostra petizione per la riapertura della Chirurgia senologica presso l’Ospedale di Matera sono ben 11.000 che ci riserviamo di documentare appena possibile.
Con la presente, inoltre, intendiamo precisare ulteriormente la nostra posizione alla luce di quanto accaduto dall’inizio della mobilitazione ad oggi.
Le ultime due settimane, durante le quali abbiamo appreso e condiviso la notizia della chiusura della Chirurgia senologica, sono state molte intense e hanno messo alla prova la coesione raggiunta negli anni, durante il percorso di cura, grazie alle occasioni di incontro e alle attività messe in campo dalle oncologhe del nostro ospedale.
Il nostro gruppo, quindi, si è trovato già pronto per reagire alla incomprensibile chiusura della Chirurgia senologica che si è occupata in maniera eccellente della nostra patologia. Siamo un gruppo già coeso e operativo da tempo, dove il valore della condivisione, questa volta, si è trasformato in azione e pervicacia al servizio di un obiettivo non solo personale ma anche collettivo.
Insieme abbiamo deciso che la scelta di chiudere la Chirurgia senologica non poteva e non doveva passare sotto silenzio.
Sempre insieme, abbiamo deciso di esporci e raccontare le storie della nostra malattia.
La nostra reazione è stata accolta con estremo interesse da parte della comunità; interesse che si è espresso non solo con le firme raccolte in meno di due settimane, ma anche con i numerosissimi attestati di vicinanza e solidarietà per i quali esprimiamo vivi ringraziamenti.
Tale vicinanza, però, non l’abbiamo avvertita da parte dei nostri interlocutori istituzionali, i quali ci hanno fatto apparire strumentalizzate (da chi poi ?), disinformate circa le direttive amministrative e normative che governano il sistema sanitario regionale.
Nelle loro dichiarazioni hanno fatto spesso riferimento al criterio della sicurezza che il nuovo sistema organizzativo garantirebbe a dispetto di quello fin qui assicurato dal nosocomio materano.
Veniamo, quindi, a smentire punto per punto le tesi dei nostri interlocutori.
L’Unità di Chirurgia senologica, negli ultimi anni, è stata penalizzata dalla chiusura degli ambulatori a causa del Covid e dalla prolungata assenza dell’unico chirurgo dedicato, a causa di un grave incidente che, neanche in quella occasione, i vertici sanitari hanno provveduto a sostituire, così come non è stato rimpiazzato il chirurgo plastico dopo il suo pensionamento.
Quindi, i numeri dell’ospedale di Matera che, secondo la Delibera della Giunta Regionale n.202500691 dell’11.11.2025, giustificherebbero la chiusura della Chirurgia senologica e che prima di tali circostanze si aggiravano intorno ai 100 interventi l’anno, ci appaiono negativamente condizionati solo da fatti contingenti.
Ci chiediamo, inoltre, sempre in merito ai numeri, come mai i vertici sanitari, invece di rafforzare l’offerta del nostro ospedale per garantire il servizio all’intera provincia di Matera, abbia agevolato il sottodimensionamento dello stesso non assumendo un nuovo chirurgo plastico e appaltando lo screening senologico ad una ditta esterna?
Gli operatori di questa ditta operano su di un camper posizionato all’aperto e invitano le donne a rivolgersi direttamente al CROB di Rionero, per approfondimenti di secondo livello,
mentre, all’interno dell’ospedale, funziona un ottimo servizio di Senologia che effettua, da sempre, diagnosi corrette e sicure.
Ciò considerato, ci sembra evidente che l’attività della Chirurgia senologica del nosocomio materano sia oggetto di una strategia di ridimensionamento a favore di un diverso territorio.
Un altro pretesto apportato per tale decisione è il regime di sicurezza che le Breast Unit garantirebbero alle pazienti.
Cosa significa?
Presso l’ospedale di Matera in passato è stato permesso di operare in regime di insicurezza?
Non c’è la rianimazione oppure il chirurgo non è sufficientemente esperto?
Circostanze che evidentemente sono da escludere.
Oppure si vuole intendere che solo il team multidisciplinare previsto per le Breast Unit possa garantire un percorso di diagnosi e cura sicuro?
Ebbene, se così fosse, ribadiamo che presso l’ospedale di Matera, da tempo, opera un team multidisciplinare che, di fatto, ha garantito la propria attività come se fosse una Breast Unit formalmente costituita.
Chiediamo, quindi, che tale team venga rafforzato anziché svilito.
A chiusura del presente documento ribadiamo con forza la richiesta del ritiro della Delibera Regionale e la riapertura della Chirurgia senologica, nonché il rafforzamento dell’intero iter diagnostico-terapeutico del carcinoma della mammella all’interno del nostro ospedale e lo chiediamo per noi e per tutte le altre donne che si troveranno, purtroppo, ad affrontare lo stesso percorso.
Non ci accontenteremo di dichiarazioni con belle promesse.
Esigiamo, sin d’ora, atti concreti e formali che vincolino l’amministrazione a riaprire la nostra Chirurgia senologica.
FIRMATO
NOI + 11.000
(movimento per la riapertura della Chirurgia senologica dell’Ospedale di Matera)