Bernalda perde una maestra e una donna, Iolanda Carella, che ha saputo coniugare l’impegno nella scuola primaria e quello associativo nella Fidapa, la Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari. Un esempio che resta indelebile nell’animo e nelle lacrime delle generazioni che l’hanno amata e seguita nell’itinerario di formazione professionale ed umana.
“Cara maestra, ci hai resi partecipi di iniziative che hanno acceso la nostra curiosità e la nostra fantasia: quando ci siamo improvvisati scrittori, inventando storie meravigliose e io ho dato anima a due palloncini, Scott e Tex, quando ci hai guidato alla scoperta del nostro paese per le strade del centro storico e ci hai fatto conoscere figure e vicende, che ne hanno segnato la storia, come Bernardino de Bernaudo, scrivono i suoi alunni della 5B del quinquennio 1981-1986”. E davanti al suo feretro le dicono “Grazie per aver lasciato in ciascuno di noi il desiderio di imparare, di conoscere e di guardare il mondo con occhi attenti e gentili. Grazie per averci insegnato il valore dell’amicizia, che è testimoniato in questo gruppo di compagni di scuola. Che tu possa ora trovare serenità e felicità eterne”.
Parole di ex bambini che oggi hanno quasi 50 anni e sono loro che accompagnano a scuola i loro figli nello stesso edificio scolastico di primo Novecento, tornando bambini ogni mattina e nel cuore il ricordo indelebile della loro maestra Iolanda, che rivedono per un istante sulla porta della loro classe ad accoglierli, come ogni mattina. Una maestra che ha fatto scuola. E per anni in cattedra, ha formato generazioni di alunni delle “elementari” di Bernalda.
“Colleghi e genitori la ricordano per la pazienza, la passione e la capacità di trasformare ogni lezione in un momento di crescita. Non insegnava solo a leggere e scrivere, insegnava a pensare”, racconta commossa un’altra ex alunna al cronista, che raccoglie con un sorriso le sue parole, che sgorgano commosse da un cuore ancora fanciullino. E narra delle uscite didattiche, delle ricostruzioni scientifiche, degli esperimenti di fisica e dell’attenzione a chi faceva più fatica. Una presenza costante, discreta, ma fondamentale nella scuola”.
E poi il suo impegno nelle guida della sezione Fidapa BPW Bernalda, dove ha sostenuto i valori della Fidapa, rafforzando il ruolo della donna nella cultura, nella solidarietà, nel lavoro collaborativo fra lavoratrici e tra professioniste.
“Perché, dice la neo presidente della sezione Fidapa di Bernalda, Candida Tiozzo, ci sono persone che lasciano un’impronta indelebile non per lo spazio che occupano ma per amore, per la dedizione e per la tenacia che investono in tutto ciò che fanno e in tutto ciò in cui credono, E lolanda è una di queste persone. Perché non è stata solo una socia e una presidente, bensì è stata l’anima, il pilastro e la custode della nostra Associazione, con una intensità rara, che ha protetta e custodita giorno dopo giorno, come una sua creatura. Ha guidato la nostra sezione FIDAPA, ricoprendo più volte il ruolo di presidente, dimostrando sempre una visione limpida e un grande spirito di appartenenza. Nei momenti più complicati e complessi, quando tutto rischiava di scoraggiare il cammino, ha lottato con determinazione e coraggio per tenere in piedi il gruppo, unendo le socie e traghettando la sezione verso orizzonti sicuri”.
“Oggi perdiamo la nostra colonna portante, aggiunge visibilmente commossa la neo presidente fidapina, ma il suo esempio non andrà perduto. Il modo migliore per onorare la sua memoria sarà continuare a far fiorire quella creatura, che tanto ha amato e difeso”.
Pino Gallo