“Lo scorso 14 Maggio, mentre percorrevo il secondo argine del fiume Bradano improvvisamente la pista in terra battuta cedeva al passaggio dei mezzi agricoli, che trasportavano il trinciato per l’alimentazione dell’allevamento bovino, a causa dei numerosi cunicoli e delle tane che scavano istrici, nutrie, tassi e cinghiali.
A denunciare la situazione di pericolo è Giuseppe Esposito, proprietario di un’azienda zootecnica sulla sponda sinistra del fiume Bradano, che già il 5 dicembre 2025 segnalava alla Regione Basilicata, al Consorzio di Bonifica, al prefetto di Matera ed ai sindaci di Bernalda e Ginosa, che il fiume era straripato in prossimità del ponte sulla SS 106 jonica, causando inondazioni e danni alla sua proprietà. Allegava foto e video e chiedeva interventi urgenti, anche a tutela dei numerosi turisti, che esplorano quotidianamente quella parte suggestiva e rigogliosa della foce del fiume con biciclette e mezzi propri.
Esposito con note successive chiedeva “un sopralluogo urgente da parte dei tecnici del Genio Civile e del Servizio Tecnico di bacino allo scopo di attivare interventi di somma urgenza per il ripristino, la sagomatura e la messa in sicurezza degli argini, nonché per la pulizia straordinaria dell’alveo e per il consolidamento delle sponde, onde prevenire pericoli ed esondazioni”.
Il titolare dell’azienda faceva anche osservare che le piogge abbondanti avrebbero potuto aumentare la portata del fiume, causare il cedimento dell’argine ed inondare tutta l’area golenale, mettendo a repentaglio la vita di persone e animali e causare danni ingenti alla sua azienda agricola, come già successo nel passato.
Quando nei giorni 1- 3 marzo del 2011 il fiume Bradano esondò improvvisamente e causò la morte per annegamento di 183 bovini, che facevano parte della sua azienda zootecnica. Andarono sott’acqua anche Metaponto borgo, i territori che lambivano l’abitato di Marina di Ginosa, alcuni campeggi di Metaponto e tratti della Basentana. L’esondazione fu dovuta all’apertura urgente della diga di S. Giuliano, allo scopo ridurre la massa d’acqua accumulata in quell’invaso, per effetto delle intense e prolungate precipitazioni, che avevano colpito il territorio della Basilicata nel periodo fra il 18 febbraio ed il 1° marzo del 2011.
Immagini che fecero il giro del mondo e crearono forte allarme fra gli agricoltori, che persero i loro raccolti, fra i cittadini residenti a Metaponto ed a Ginosa Marina, preoccupati per la loro incolumità e fra gli operatori turistici, per l’allagamento delle loro strutture ricettive.
Molti campi furono devastai dalla furia delle acque, altre colture pregiate furono coperte dal limo, da materiali di ogni genere e da sassi di medie dimensioni. Autentiche bombe d’acqua si riversarono furiose a valle, travolgendo e devastando tutto ciò che incontravano sul loro passaggio, soprattutto a ridosso dell’argine del fiume Bradano. La Regione Basilicata quantificò danni per oltre 3 milioni e mezzo di euro.
Intanto gli allarmi lanciati da Giuseppe Esposito hanno attivato gli uffici della Regione Basilicata ed i sindaci di Bernalda e Ginosa hanno effettuato sopralluoghi per fotografare lo stato dei luoghi e formulare gli interventi in capo alla Regione Basilicata.
La sindaca di Bernalda, Francesca Matarazzo, ha provveduto alla predisposizione della documentazione tecnica, comprensiva di computo metrico estimativo, finalizzata al ripristino, alla sagomatura ed alla messa in sicurezza degli argini del fiume Bradano. Atti che sono stati trasmessai all’Ufficio Difesa del Suolo della Regione Basilicata con nota del 2 marzo 2026, al fine di ottenere un contributo straordinario.
Nel frattempo si fanno i dovuti scongiuri a base di corni e peperoncini e si confida nella clemenza di tempi brevi della burocrazia e nella benevolenza della natura.
Pino Gallo
