La città di Venosa, Pantheon dei Normanni, è tornata per un giorno capitale dell’Impero di Federico II, lo Stupor Mundi. Tra le sue vie hanno sfilato Re normanni e d’Altavilla, Papi illustri, Vescovi e feudatarie come la Contessa Emma d’Altavilla, Signora di Metaponto e Montescaglioso: una figura femminile di alto rango, insolita e preziosa nel panorama del Fantastico Medioevo.
“Le Terre del Medioevo. Tante storie, un solo racconto corale della Basilicata medievale”. Una iniziativa organizzata nell’ambito del progetto Fantastico Medioevo promosso dalla Presidenza della Giunta regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, realizzata in collaborazione con il Comune di Venosa, i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa e con la direzione artistica e regia di Giuseppe Ranoia.
Nel corso della giornata, il cortile del castello Pirro Del Balzo è stato animato dal Villaggio delle Terre, in cui i visitatori hanno potuto partecipare ad attività dimostrative e didattiche di arti, mestieri e giochi medievali e conoscere le varie rievocazioni del territorio con i propri costumi ed elementi identitari. La mattinata ha preso il via con i saluti istituzionali, cui hanno preso parte Gianpiero Perri, Capo di Gabinetto del Presidente della Giunta Regionale della Basilicata, Francesco Mollica, Sindaco di Venosa, Rosa Centrone, Assessora alla Cultura del Comune di Venosa, Rosanna Calabrese, Direttrice del Museo Archeologico Nazionale “Mario Torelli” di Venosa, Gerardo Larocca, Presidente ANCI Basilicata e sindaco di Brindisi Montagna, Rita Orlando, Direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019.
Momento simbolico è stata la cerimonia per la firma del “Liber Terrarum – Libro delle Terre e delle Rievocazioni di Basilicata” da parte dei rappresentanti delle comunità partecipanti, a testimonianza dell’impegno condiviso nella tutela della memoria storica e delle identità territoriali. A seguire, nella Sala Conferenze del Museo Archeologico Nazionale un approfondimento dedicato a Venosa, ai Normanni e agli Altavilla, a cura del prof. Alessandro Di Muro, docente di Storia medievale all’Università degli Studi della Basilicata, autore del volume della collana Fantastico Medioevo su Roberto il Guiscardo, che ha dialogato con Gianpiero Perri.
Nel pomeriggio, all’annuncio dell’Araldo, è partito dal Castello il grande corteo storico cui hanno preso parte circa 200 figuranti in rappresentanza delle rievocazioni storico-medievali dalla Basilicata, insieme a una delegazione dall’Umbria: “Palio Carmelitano” di Laurenzana, “Giornate Medievali – Alla corte di Federico” di Lagopesole-Avigliano, la “Contessa Emma D’Altavilla”, feudataria di Metaponto e Montescaglioso, “La venuta di Papa Urbano II” di Banzi, “Corrado IV il sogno di un Imperatore” di Lavello, “Dai Longobardi ai Normanni” di Acerenza, “La Leggenda di Isabella” di Bella, “Vivi il Medioevo” di Brienza, “Palatium Sanctii Gervasii – Da Federico II a Manfredi” di Palazzo San Gervasio, “Giornate Medievali” di Melfi, “Giornate Medievali – Alla Corte di Guidone” di Brindisi Montagna, “Festivalia, l’archeologia si racconta” di Tito, “NOJA XV – Il Sogno di uno Stato alle pendici del Pollino” di Noepoli, “Vignola Terra Regale” di Pignola, , “Palio dei Colombi” di Amelia (Terni), con il Presidente dell’Associazione Umbra delle Rievocazioni Storiche, Carlo Paolocci.
Lungo il percorso per le vie del centro storico, il pubblico ha potuto partecipare a spettacoli diffusi di falconeria, arte giullaresca, arte pirotecnica e a uno speciale omaggio a Quinto Orazio Flacco nella piazza omonima, per giungere in Piazza Municipio, dove è andato in scena lo spettacolo di teatro e danza “Le Terre dei Re”. Un viaggio attraverso le epoche, i protagonisti e le vicende che hanno segnato la Basilicata come Terra dei Re, con Gabriella Bagnasco, Francesco Zaccaro, Erminio Truncellito, Manola Rotunno, Emanuela Gammone e Andrea Paradiso. Prezioso nel corso di tutta la giornata è stato inoltre il supporto dell’Associazione Volontari Open Culture 2019. A coordinare l’organizzazione di Fantastico Medioevo la dr. Rosa Carbone.