In occasione dell’evento Il Cammino del Pane. Sentieri di Comunità, promosso da Officina delle Idee e da Città del Pane e del Grano e in programma a Matera presso Palazzo Malvinni Malvezzi per l’intera giornata di sabato 6 dicembre 2025, negli Ipogei di Palazzo Viceconte, alle ore 10.00 sarà presentata la mostra del pittore colombiano, con cittadinanza spagnola, Hugo Bustamante Isla, Del mare e della terra faremo pane (titolo tratto dalla celebre poesia di Pablo Neruda, Ode al pan, 1954). La mostra, curata da Michele Saponaro e Milena Ferrandina, è organizzata dalla Galleria Art Immagine con la collaborazione di Palazzo Viceconte e rimarrà aperta fino a giovedì 11 dicembre, con i seguenti orari: 10.00 – 13.00 e 16.30 – 20.30. Ingresso libero.
«Nato a Popayán (Colombia) nel 1969 da madre spagnola e padre colombiano» – scrive Milena Ferrandina – «Hugo Bustamante Isla attraversa confini geografici e culturali, sedimentando leesperienze in un linguaggio visivo che è insieme memoria e invenzione. Dalla prima personale a Bogotá, in Colombia, alla maturazione nelle accademie spagnole, fino alla definizione artistica in
Italia settentrionale, ogni tappa non divide la sua identità ma ne amplia lo sguardo, trasformando il viaggio della sua vita in una stratificazione concettuale capace di intrecciare vitalità sudamericana, luce mediterranea, tradizione rinascimentale e rigore tecnico. Le sue opere abitano uno spazio sospeso tra radice e orizzonte, in cui la specificità locale supera i propri confini e ogni figura, ogni segno, assume un doppio registro: storico-concreto e simbolico- archetipo». «Il pane è forma e sostanza, materia quotidiana e simbolo universale» – osserva Michele Saponaro – «Accompagna l’umanità da millenni come nutrimento primario, ma è anche rito, memoria, gesto di cura e condivisione. Negli ultimi anni, la sua presenza – e soprattutto la sua assenza – è diventata indicatore tangibile di una lotta essenziale: la lotta per il pane e per la sopravvivenza, per il diritto elementare a nutrirsi. È una lotta drammatica e concreta, come quella che ha segnato – e continua a segnare – la striscia di Gaza, dove il pane è divenuto misura quotidiana di negazione e resistenza. Una condizione che trova eco nelle parole di Pablo Neruda, che nella sua Oda al pan riconosce a questo alimento un valore di dignità comune e fondamento della vita».