Le parole del ministro, Gilberto Pichetto Fratin, e del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, fanno chiarezza su un punto fondamentale: non è previsto alcun aumento dei tetti massimi di estrazione petrolifera in Basilicata. I limiti stabiliti dagli accordi vigenti restano fermi e vincolanti. È un elemento importante, dal quale occorre partire per affrontare con serietà una nuova fase della politica energetica lucana.
A ribadirlo è Pasquale Pepe, vice presidente della Regione Basilicata, assessore alle Infrastrutture e commissario regionale della Lega, con Domenico Tataranno, capogruppo della Lega in consiglio regionale, e Francesco Fanelli, presidente della Prima commissione consiliare permanente del consiglio regionale lucano.
«La questione, però, non può esaurirsi nella discussione su quanti barili estrarre. -spiegano gli esponenti lucani della Lega- La Basilicata è da decenni uno dei territori strategici per l’approvvigionamento energetico nazionale, deve essere protagonista delle decisioni che riguardano il proprio futuro. Se si apre una nuova fase della politica energetica nazionale, deve aprirsi contemporaneamente una nuova fase nei rapporti tra Stato e Regione. Per questo motivo –proseguono Pepe, Tataranno e Fanelli– come Lega intendiamo adoperarci perché siano promosse le prime interlocuzioni, affinché nell’ambito del percorso dell’autonomia differenziata e nel rispetto del quadro costituzionale e delle competenze statali, venga approfondita la possibilità di riconoscere alla Basilicata ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie connesse all’energia che possano essere oggetto di tale percorso. Una Regione che contribuisce in misura così significativa alla sicurezza energetica nazionale, deve poter avere maggiore capacità di incidere sulle scelte che riguardano il proprio territorio».
Secondo gli esponenti della Lega, occorre inoltre considerare il tempo trascorso dalla definizione degli accordi che hanno accompagnato lo sviluppo delle attività petrolifere lucane.
«Il Protocollo Val d’Agri risale al 1998 e quello relativo a Tempa Rossa al 2006. -rimarcano- Da allora sono cambiati il sistema energetico, l’economia, le esigenze delle famiglie e delle imprese e, soprattutto, la prospettiva della transizione energetica. È quindi il momento di aprire un confronto su una nuova strategia di sviluppo per la Basilicata, capace di guardare oltre la semplice logica delle compensazioni».
Per la Lega questa nuova fase deve tradursi in benefici più direttamente percepibili dai cittadini e in investimenti capaci di produrre sviluppo duraturo.
«Vogliamo discutere di misure concrete per le famiglie lucane -proseguono Pepe, Tataranno e Fanelli- a partire dalla possibilità di ridurre il costo dei carburanti; di strumenti per abbattere i costi energetici e aumentare la competitività delle imprese; di investimenti nelle infrastrutture, nell’innovazione e nella formazione; e soprattutto della costruzione, già da oggi, di una prospettiva economica per la Basilicata post-fossile. Il petrolio –concludono– non può essere considerato soltanto una risorsa da estrarre, deve rappresentare una leva attraverso la quale costruire le condizioni affinché la Basilicata sia più forte, quando la stagione degli idrocarburi sarà terminata. La sfida è utilizzare questa fase per creare lavoro, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la competitività del territorio e finanziare la transizione verso un nuovo modello di sviluppo. Su questo va aperto da subito un confronto con il Governo nazionale, che coinvolga le istituzioni locali e le forze economiche e sociali della Basilicata, per riformulare il quadro degli obiettivi e accelerarne il conseguimento».
Ufficio stampa Lega Basilicata