Ingenti i danni causati lo scorso 2 settembre, da una violentissima ondata di maltempo, che ha colpito in particolare l’area tra Policoro, Scanzano Jonico e Pisticci. Si è parlato di una tromba d’aria, ma probabilmente si tratta di un downburst. Ovvero di una forte colonna d’aria fredda che scende rapidamente da un temporale e, impattando il suolo, si espande orizzontalmente ad altissima velocità in tutte le direzioni, accompagnata da un intenso nubifragio. Un evento eccezionale, che ha distrutto centinaia di ettari di serre per la coltivazione di fragole e ortaggi e causato danni ingenti ad agrumeti e frutteti ed agli arredi degli stabilimenti balneari. Chiesto dai Comuni colpiti il riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale alla Regione Basilicata e al Governo nazionale, per l’attivazione dei ristori e della puntuale ricognizione dei danni.
Partecipando alla solidarietà con le aziende produttive fortemente danneggiate, il Condifesa Basilicata è intervenuta con una nota che ha rimarcato la possibilità per gli agricoltori di stipulare polizze assicurative per la tutela e la difesa delle produzioni agricole dalle avversità atmosferiche, con il concorso contributivo pubblico nazionale ed europeo sui premi.
“Perché ormai non è più pensabile difendersi solo dagli eventi più probabili, più relativamente frequenti come la grandine, dice il Presidente dell’associazione Franco Vitelli, perché oggi è necessaria una strategia di gestione del rischio atmosferico a 360°, che non tralasci all’improbabilità alcun rischio, come la nascita del famoso “Cigno Nero”.
“Per questo motivo, aggiunge il direttore dell’organismo di categoria Paolo Sessa, continuiamo a battere sull’importanza della difesa attiva, innanzitutto, e nella copertura assicurativa con polizze Multirischio, che coprono quanti più eventi possibili. Siamo consapevoli che il mercato assicurativo non è del tutto pronto a questi eventi catastrofici e per questo il sistema dei Consorzi di Difesa e Asnacodi, l’Associazione Nazionale di Consorzi di Difesa, sono in moto per rendere sempre più tutelato il sistema, anche attraverso Fondi Mutualistici, che possano ristorare gli agricoltori quando e dove le polizze non arrivano”.
Dunque, sottolinea Sessa, occorre comprendere i rischi legati agli eventi estremi e attivarsi subito con polizze assicurative dedicate, “anche perché gli studi confermano che in Basilicata e in tutto l’arco Jonico la temperatura del mare e le particolari configurazioni atmosferiche giocano un ruolo chiave nella genesi di questi eventi catastrofici, con parametri meteorologici più elevati rispetto ad altre regioni italiane”.
Nel 2024 in Italia sono stati registrate 101 trombe d’aria, il numero più alto mai documentato dal 2014, anno di inizio della catalogazione sistematica di questi fenomeni.
Fra le regioni più colpite anche la Basilicata.
Pino Gallo